Cappotto esterno: sapete quali sono gli errori più frequenti al momento della posa?

Cappotto esterno e disattenzioni fatali: nel nostro articolo vi spieghiamo come non commettere errori, quando è necessario posare un sistema a cappotto esterno. Molti di questi sbagli possono venire commessi in maniera totalmente involontaria. Ma altri, invece, accadono perché si tende a risparmiare sui costi: rasanti di pessima qualità, passati con una sola mano; mancanza di profili di partenza o di spigoli; manodopera a basso prezzo.

Attenzione quindi ai facili risparmi! Saranno solo utili a farvi ottenere un cappotto termico esterno “artigianale”, che non potrà mai darvi la resa e la durata di uno professionale, e anzi sarà responsabile di problemi futuri, magari difficili da risolvere e soprattutto maggiormente costosi. 

Vediamo nel dettaglio quali sono i principali errori in cui ci si imbatte, quando si parla di isolamento a cappotto esterno. Seguite i nostri consigli ed i suggerimenti e vi garantirete un termocappotto esterno di elevate prestazioni estetiche e di durabilità tecnica.

Quali errori evitare nella posa in opera

1. Assenza del profilo di partenza

Nella realizzazione dei cappotti termici esterni il profilo di partenza è un elemento essenziale prima di iniziare la posa sopra di una struttura definitiva. Il profilo di partenza va posizionato nella parte inferiore del cappotto termico da una altezza terra non inferiore a 2 cm e consente di rispettare la linearità dei pannelli e proteggere da potenziali ristagni d’acqua.

2. Errato posizionamento del pannello isolante

I pannelli isolanti vanno posati a file parallele, accostati tra di loro dal basso verso l’alto, e sfalsati di circa 25 cm con fughe che non superino i 2 mm. In questa maniera avremo una equilibrata distribuzione delle tensioni, scongiurando fessure tra un pannello e l’altro. Se non si procede così, le fessure verranno riempite dal rasante di finitura, cosa che creerà un maggiore spessore rispetto a quello presente sul pannello e una prestazione differente nell’assorbimento dell’umidità. Oltre all’aspetto funzionale inibito per la presenza di ponti termici, verrà penalizzato il lato estetico: le giunture tra i pannelli mal accostati saranno visibili con un colore diverso rispetto al resto della parete. Se le fughe tra i pannelli superano i 2 mm, è necessario riempirle con medesimo materiale isolante. Un isolamento cappotto esterno garantito!

3. Mancanza o errato riempimento delle fughe maggiori di 2 mm

Per fughe entro i 5 mm è possibile utilizzare un’idonea schiuma isolante a bassa densità. A differenza di quanto ancora troppo spesso si può osservare in cantiere, queste fughe non devono essere riempite con materiale isolante.

4. Tassellatura troppo profonda

Bisogna fare molta attenzione ad inserire correttamente i tasselli del cappotto termico, perché, se questi non saranno perfettamente in linea con la superficie dei pannelli, ma spinti troppo in profondità, renderanno discontinue le superfici con le medesime problematiche illustrate in caso di non preciso allineamento dei pannelli stessi.

5. Errato incollaggio dei pannelli

Fate molta attenzione al collante dei pannelli nel cappotto isolante esterno: se non passato perfettamente, i pannelli posati potrebbero determinare il cosiddetto “effetto camino”, con vuoti sottostanti e bolle d’aria, che alla lunga porteranno al distacco della stessa lastra. Un altro problema è relativo al fatto che i pannelli potrebbero imbarcarsi e produrre fessurazioni lungo le giunture, causando infiltrazioni d’acqua, formazione di muffa, deterioramenti. Per riempire le fessure tra un pannello e l’altro evitate i collanti, ma piuttosto utilizzate fettuccine ritagliate dai pannelli stessi o schiume isolanti apposite.

6. Mancanza o errata posa della rete di armatura

La rete di armatura deve essere posizionata al centro tra la prima e la seconda mano di rasatura, e non all’interno, nè all’esterno.

Ricordate di posizionare la rete di armatura sempre sulla prima mano di rasante. La sua assenza o la cattiva posa provocano fessurazione dell’intonaco e future dannose infiltrazioni di acqua piovana. Prestate molta attenzione anche alla seconda mano di copertura del rasante: aspettate almeno 24 ore tra prima e seconda.

In questa maniera, infatti, garantirete che la rete di armatura possa mantenere una posizione centrale tra le due mani di rasante. Diversamente si creeranno effetti dannosi per le sollecitazioni termoigrometriche. Una buona posa della rete di armatura sarà garanzia di durata nel tempo del vostro cappotto esterno. Considerate anche la rete da inserire nella rasatura. Questa rete deve essere alcalina, specifica per cappotti termici. Il trattamento alcalino consente alla rete di venir protetta e di resistere, senza deteriorarsi, al contatto con rasanti a volte troppo aggressivi.

State ben attenti anche al mancato rinforzo della rete a 45° in prossimità degli angoli. Capita di non vedere rinforzi della rete posta a 45° in prossimità degli spigoli delle finestre. Questi rinforzi sono essenziali, soprattutto in quelle zone e in quegli angoli nei quali si sviluppano maggiori tensioni.

7. Condizioni climatiche per le finiture colorate

Considerate sempre le condizioni ambientali più idonee per applicare le vostre finiture colorate. I risultati migliori si otterranno con: umidità relativa bassa, temperatura non inferiore a 5°C e non superiore ai 35°C e vento moderato. In questa maniera la superficie colorata che passerete resterà omogenea e senza effetti di scivolamento. Nel caso in cui non sono possibili le temperature ideali, ricordate sempre di utilizzare speciali precauzioni per proteggere le finiture.

8. Rinforzi mancanti negli spigoli

Cappotto esterno casa fatto bene? Ponete molta attenzione anche ai rinforzi negli spigoli, pena una ridotta capacità di resistere alle dilatazioni termiche che si registrano non solo durante tutto l’anno, ma addirittura in una stessa giornata in base alle stagioni e alle condizioni climatiche. Fessurazioni o rigonfiamenti dei materiali possono inficiare l’isolamento termico a cappotto esterno.

9. Utilizzo di materiali non combustibili

Importantissimi, inoltre, la scelta e l’utilizzo di materiali non combustibili, cosa che può evitare moltissimi incidenti. Pensate ad esempio ai danni provocati da un incendio che esploda in adiacenza di un edificio che ha facciate o tetti realizzati con materiali combustibili. 

Se osserverete questi piccoli accorgimenti, l’isolamento esterno a cappotto avrà la resa migliore e la più lunga durata nel tempo. Noi di Buffa Academy siamo attentissimi all’uso dei nostri materiali e anche alle tecniche e modalità seguite nella realizzazione dei sistemi a cappotto. La nostra Accademia propone dei veri e propri percorsi formativi rivolti a professionisti, ingegneri, architetti, progettisti, geometri, ma anche tecnici, applicatori, imprese che siano orientati ad acquisire e/o consolidare tutte quelle competenze utili per una crescita professionale ed umana. 

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